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Martinetti Piatti

Martinetti Piatti per murature

Indagine strutturale Martinetti Piatti - Stm Monitoraggi - Ing. Tore Addis Ing. Fabio SattaLa prova realizzata con l’ausilio dei martinetti piatti si basa sulla deformazione generata in una superficie muraria da un taglio orizzontale, eseguito in direzione ortogonale alla superficie, con il quale si determina una perturbazione dell’equilibrio del punto soggetto alla prova. Conseguenza del taglio è anche un annullamento delle tensioni presenti nella muratura, con conseguente parziale “chiusura” del taglio stesso, a causa della deformazione delle parti interessate.

La tecnica di prova effettuata mediante la metodologia dei martinetti piatti, ci permette di ricavare:

  • misura delle dello stato di sollecitazione della muratura;
  • caratteristiche di deformazione (modulo elastico longitudinale e trasversale);
  • stima della resistenza a compressione della muratura;

La prova con i Martinetti Piatti è eseguita con un singolo martinetto permette di ricavare lo stato di sollecitazione preesistente nella muratura in base al rilascio tensionale causato da un taglio piano, eseguito normalmente alla superficie della muratura, generalmente praticato lungo un ricorso di malta.

La prova con il martinetto piatto singolo consiste nell’applicazione di 3 basi di riferimento (una nella zona centrale del taglio e le altre su ciascun lato a circa 100 mm dalla base di riferimento centrale; complessivamente la distanza fra i riferimenti esterni è di 200 mm), poste a cavallo della zona dove verrà effettuato il taglio e nella misurazione, prima del taglio, di ciascuna base mediante deformometro analogico millesimale.

Il valore dello stato di sforzo è calcolato secondo la ASTM D 4729 – 04 nel modo seguente:

si continua ad esercitare la pressione finchè si ottengono, nelle basi di misura, le distanze originali. La deviazione media ammissibile dalla distanza originale non dovrebbe essere maggiore di ± 0,0005 mm o 1/20 della massima deviazione originale.

La prova con due martinetti piatti permette di ricavare anche il modulo di elasticità della muratura. I due martinetti piatti sono inseriti in due tagli piani paralleli e sovrapposti in corrispondenza dei giunti di malta, procedendo in maniera analoga alla prova con martinetto singolo; in questo caso la pressione idraulica dei due martinetti è realizzata con un unico circuito in modo da avere una pressione assolutamente identica nei due martinetti. in questo modo viene eseguita una prova di compressione monoassiale su un campione di grandi dimensioni, sufficientemente rappresentativo del comportamento globale della struttura ed “indisturbato”.

Il valore di carico può essere incrementato fino alla comparsa delle prime fessurazioni ottenendo così il valore della tensione di prima fessurazione.

Il rapporto tra la tensione limite così determinata e il valore della tensione d’esercizio, individuata con la prova del martinetto piatto singolo, fornisce un coefficiente di sicurezza relativo al maschio murario in esame.

I martinetti piatti utilizzati sono realizzati mediante sottili lamine d’acciaio (di spessore circa 0.6 mm) saldate sul contorno, ed hanno spessori inferiori al centimetro (solitamente intorno ai 5 millimetri). Hanno forme e dimensioni varie, per adattarsi ad ogni tipologia di muratura ed a ogni sezione strutturale.

Al termine della prova i martinetti vengono rimossi e la muratura può essere ripristinata con il riempimento delle sezioni prodotte con i tagli.

I valori ottenuti con le prove (stato tensionale, modulo elastico e coeff. di sicurezza) permettono di ricavare i dati reologici del maschio murario indagato e possono essere utilizzati nel calcolo di verifica statica e/o sismica dell’edificio in sostituzione dei dati di letteratura solitamente adottati.