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INDAGINI SUL PONTE ENAS A PADRIA

stmmonitoraggi prove di caricoIl ponte di Enas sorge nell’agro di Padria lungo l’asse viario che storicamente univa la regione del Logudoro e la costa di Bosa, nella media valle del Temo. Il ponte, posto al confine tra i comuni di Bosa e Padria, venne edificato in epoca romana e, benché la sua datazione sia incerta, è utilizzato ancora in epoca medievale. In origine si trattava di un ponte a due arcate, una di luce maggiore, 9.50 m, ancora in loco, e una di luce minore, presumibilmente intorno ai 5 m, di cui attualmente restano solamente le spalle in blocchi di trachite squadrati. Quest’ultima è stata sostituita da un impalcato in struttura metallica (travi HEA) e cemento armato. Per quanto concerne l’arcata con luce maggiore, l’altezza dal pelo dell’acqua all’intradosso del concio di chiave è di 5,50 m e presenta delle spalle in conci trachitici squadrati, con spartiacque alla base realizzata con il medesimo materiale.

Su queste scarica l’arco, anch’esso realizzato in conci squadrati di trachite, mentre all’estradosso dell’arcata la tessitura muraria in “Opus Quadratum” delle spalle e della struttura basamentale viene sostituita da paramenti apparecchiati ad “Opus Incertum”. Per quel che concerne lo stato di conservazione di questa parte della struttura bisogna segnalare come, nella parte sommitale dell’impalcato, ad altezze variabili, la muratura in “Opus Incertum” è sostituita da una muratura in blocchi di CLS. Alcuni conci dell’arco, sul lato a monte, sono stati inoltre sostituiti da un profilo in acciaio. La pavimentazione superiore ha perso le proprie caratteristiche materiche originarie, che da quanto si evince da altri punti sul tracciato viario era costituita da un acciottolato, e si presenta attualmente in cemento armato. La tipologia costruttiva di questo ponte non rappresenta un unicum e troviamo strutture analoghe in altre zone appartenenti all’impero romano, come ad esempio il ponte da Cava de Velha, sito in Portogallo, che presenta una struttura pressoché identica, benché questo appaia meglio conservato e presenti ancora entrambe le arcate. Anche il periodo a cui far risalire le due strutture e il medesimo

Allo scopo di reperire informazioni utili alla verifica del ponte è stata eseguita l’ispezione dei paramenti murari mettendo in luce tessitura e stato di degrado.

L’arcata centrale del ponte è realizzata in conci squadrati di trachite, mentre all’estradosso dell’arcata la tessitura muraria in “Opus Quadratum” presenta delle spalle in conci trachitici squadrati, con spartiacque alla base realizzata con il medesimo materiale. Sulla restante parte la muratura è costituita da paramenti apparecchiati ad “Opus Incertum”. Per quel che concerne lo stato di conservazione di questa parte della struttura occorre segnalare come, nella parte sommitale dell’impalcato, ad altezze variabili, la muratura in “Opus Incertum” è sostituita in parte da una muratura in blocchi di CLS. Alcuni conci mancanti dell’arco, sul lato a monte, sono stati inoltre rimpiazzati da un profilo in acciaio.  In generale il ponte si trova in uno stato di degrado avanzato dove, in epoche remote a seguito del crollo, la seconda arcata è stata sostituita con un impalcato in struttura metallica (travi HEA) e cemento armato.

Si è rilevata la presenza di un tubo di attraversamento in cemento, che sicuramente è stato inserito nel manufatto in epoca recente per consentire il deflusso delle acque negli episodi di esondazione. In generale, malgrado le opere provvisorie di consolidamento eseguite nei tempi, il manufatto conserva ancora buone capacità di portanza e risulta ancora funzionale per l’attraversamento del fiume. Il rilievo georeferenziato del perimetro del ponte, è stato effettuato con tecnica GPS acquisendo con la Rover i punti utili alla ricostruzione geometrica dell’impalcato, nonché le differenze di quota altimetrica. Tutto il rilievo è stato inserito su ortofoto e restituito in scala 1:200

È stata sottoposta a verifica di deformazione tutta la campata del ponte leggendo i movimenti in corrispondenza della mezzeria e degli appoggi.

Per la simulazione dei carichi si è impiegato un autocarro a tre assi carico avente massa totale di 14.000 daN. La prova ha quindi interessato tutta la campata, ed è stata articolata in una fase di carico ed in una di scarico. La fase di carico è stata realizzata con il posizionamento dell’autocarro a tre assi in corrispondenza della mezzeria dell’arco. Si sono registrate le letture delle deformazioni servendosi di un livello elettronico ad altissima precisione sia prima dell’operazione di carico, durante lo stazionamento del mezzo, ed allo scarico.